Oggi le persone che decidono di avvicinarsi alla pratica yoga spesso hanno problemi psico-fisici. Dunque si rivolgono a noi per curarsi…ma lo yoga non è solo cura, è anche prevenzione.
Lo yoga viene definito come “l’unione dell’essenza individuale con l’essenza universale”. Ma come può l’essenza individuale unirsi a quella universale se l’individuo non è unito già nel suo essere? Se non si connette, non si sente, non sa cos’è il corpo, non conosce cosa è la mente? Approccio yogico significa prima di tutto avere connessione con se stessi, possedere l’ABC del proprio essere e imparare ad essere “nel qui e ora”. Il metodo Kinesi-K® punta a far conoscere alle persone un approccio yogico a prescindere dalla tradizione yogica.
Nel nostro studio diamo priorità al campo motorio, perché quando il corpo non sta bene non può stare bene neanche la mente. Portiamo l’attenzione sulla pratica funzionale attraverso l’applicazione del metodo Kinesi-K®, basato sulla consapevolezza ossea, affinché la persona possa riscoprire la funzionalità del proprio corpo con approccio yogico, prima ancora di passare alla pratica delle asana.
Teniamo in considerazione il valore della tradizione yoga, ma usiamo un metodo occidentale (kinesi-k®) per arrivare alle reali necessità di chi si rivolge a noi.
Spesso i nostri futuri clienti ci domandano che tipo di Yoga pratichiamo (meditativo, dinamico, Hata Yoga, Vinjasa Yoga, ecc.). Non è però possibile selezionare una sola tipologia di pratica, adattandosi esclusivamente a quella scuola. Il metodo Kinesi-K® racchiude in se tutti i tipi di yoga. Per praticare il Vinjasa yoga infatti occorre conoscere le posizioni dell’Hatha yoga e prima ancora i movimenti che portano alla posizione, ad esempio non è possibile eseguire la posizione del cane a testa in giù ( Adho Mukha Svanasana) se prima non impariamo a muoverci in quadrupedia. Per questo motivo è per noi fondamentale l’approccio yogico-motorio del metodo Kinesi-K®, per imparare a muoversi basandosi prima di tutto sulla mobilità e sulla flessibilità.
La capacità del nostro organismo di adattarsi al continuo stato di stress in cui viviamo viene comunemente chiamato “asse ipotalamo-ipofisi-surrene” del Sistema Nervoso Simpatico. Questo sistema porta le ghiandole surrenali ad essere troppo spesso stimolate a produrre catecolamine (adrenalina e noradrenalina) che agiscono sul nostro organismo aumentando la gittata cardiaca, la pressione arteriosa, il flusso coronarico. Per sfuggire a questo perverso meccanismo di difesa occorre controllare e limitare lo stress e noi lo facciamo attraverso la meditazione attiva del metodo Kinesi-K®. Imparare ad ascoltare il proprio corpo e le proprie ossa in movimento significa essere nel “qui e ora”.
Ogni nostra emozione rimane intrappolata nel nostro corpo, soprattutto le emozioni negative. Tutto ciò crea uno squilibrio posturale o energetico, che in occidente viene chiamato malattia. Questo squilibrio genera dolori, proprio perché non c’è connessione.
Noi diamo priorità al campo motorio con approccio yogico, perché se il corpo non sta bene, non può stare bene neanche la mente. Quindi portiamo l’attenzione sulla pratica funzionale attraverso il metodo Kinesi-K®, che si basa sulla consapevolezza ossea, affinchè la persona possa riscoprire la funzionalità del corpo prima ancora di arrivare a fare delle asana.


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