«Un tumore su tre può essere prevenuto a tavola», ripetono già da qualche anno gli esperti, considerando come fattore di rischio tanto il sovrappeso e l’obesità quanto alcuni composti con cui si rischia di entrare maggiormente a contatto consumando con frequenza alcuni alimenti o privilegiando le cotture ad alta temperatura.

 

E in effetti sono diverse le neoplasie di cui ci si può ammalare se si segue una dieta «povera» dal punto di vista nutrizionale. Nello specifico, il rischio risulta accresciuto per i tumori del polmone e del tratto gastrointestinale (esofago, stomaco, colon-retto) tra gli uomini, per quelli del fegato e del seno (dopo la menopausa) tra le donne.

 

Qualità degli alimenti e rischio-cancro 

Suonano come un monito le conclusioni di una ricerca pubblicata sulla rivista «Plos Medicine» …Incrociando le informazioni relative alla qualità della dieta con i tassi di incidenza delle neoplasie, i ricercatori hanno potuto concludere che «il consumo regolare di alimenti di bassa qualità è associato a un aumentato rischio di sviluppare diverse neoplasie».

 

Etichetta «a semaforo» per guidare i consumatori

Le conclusioni di questo studio hanno rafforzato le prove a supporto dei software come «Nutri-Score», un sistema di etichettatura che aiuta a identificare i valori nutrizionali di un prodotto in una scala alfabetica (A-E) e colorata dal verde al rosso (in cinque gradazioni) e ritenuti utili per promuovere la scelta di alimenti più salutari. L’idea è nata in Francia, è però di poche settimane fa la notizia che anche il Belgio adotterà un’etichetta «a semaforo».

 

Al momento non è previsto alcun obbligo per le aziende, ma soltanto una facoltà di rendere più facile per i consumatori l’ottenimento di informazioni sui singoli alimenti. L’obiettivo ultimo è arrivare a influenzare le scelte, al fine di diffondere le corrette abitudini dietetiche nella popolazione. Sale, grassi saturi, fibre e zuccheri: questi gli ingredienti posti sotto la lente di ingrandimento dalla comunità scientifica, a seguito delle prove che correlano un loro consumo eccessivo con uno stato di salute generalmente inferiore e un rischio più alto di sviluppare diverse malattie croniche.

 

Almeno 12 tumori correlati ai chili di troppo

Oltre a misurare l’efficacia di un sistema di etichettatura della qualità degli alimenti come strumento per tutelare la salute pubblica, la ricerca conferma l’impatto che la dieta può avere nella definizione del rischio oncologico. Quali indicazioni seguire per porsi al riparo? Torna utile rispolverare i recenti consigli forniti dal «World Cancer Research Fund», che nella terza edizione del suo rapporto sui tumori ha puntato l’attenzione sulla dieta (OLTRE CHE SULL’ATTIVITÀ FISICA) come elemento chiave per la prevenzione.

 

Secondo il rapporto, sono almeno 12 i tumori (cavo orale, mammella, esofago, colon-retto, pancreas, colecisti, fegato, rene, ovaio, cervice uterina, endometrio e prostata) che risentono dell’effetto dei chili di troppo. Tutte malattie che, in termini di incidenza, crescono nei Paesi occidentali.

 

IL DECALOGO DA SEGUIRE PER PREVENIRE IL CANCRO

L’organizzazione ha così scelto di redigere un decalogo di consigli in chiave preventiva:

  1. mantenere il proprio peso sempre nei limiti della normalità;
  2. SVOLGERE ATTIVITÀ FISICA;
  3. seguire una dieta ricca in cereali integrali, frutta, verdura e legumi;
  4. limitare il consumo di cibi pronti e trasformati, ricchi di grassi e zuccheri;
  5. limitare il consumo di carni rosse e processate;
  6. non esagerare con le bevande zuccherate;
  7. non bere alcolici;
  8. non usare integratori per prevenire i tumori, meglio seguire un’alimentazione sana;
  9. allattare al seno i propri figli;
  10. seguire le raccomandazioni nutrizionali anche dopo una diagnosi di cancro.

 

Allora entriamo più nello specifico sulle Linee guida relative all’attività fisica tracciate dal «World Cancer Research Fund»:

“È definita attività fisica qualsiasi movimento che utilizza i muscoli scheletrici e richiede più energia del riposo. L’attività fisica ha effetto su diversi sistemi endocrino, immunitario e metabolico che possono a loro volta influire sullo sviluppo di diversi tumori. Essere fisicamente attivi aiuta anche a mantenere un peso adeguato e a proteggere dal cancro.

Le nuove tecnologie hanno portato gli individui a muoversi sempre meno, aumentando il tempo trascorso in atteggiamenti sedentari come guardare la televisione, usare il computer o telefoni cellulari, guidare.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2010 circa il 23% degli adulti non ha effettuato il livello di attività fisica raccomandata di almeno 150 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata alla settimana. La proporzione di adulti nei Paesi ad alto reddito che non soddisfano i livelli raccomandati di attività è più alta.

Insufficienti livelli di attività fisica sono stati collegati a una serie di problemi di salute tra cui malattie cardiovascolari, ictus, diabete, obesità, scarsa salute delle ossa e depressione.

L’evidenza implica che, in generale, le persone fisicamente più attive, sono a minore rischio di tumore”.” (Tratto dalla terza edizione del World Cancer Research Fund)

 

Metodo KINESI-K®

Certo definire attività fisica “qualsiasi movimento” è alquanto impreciso. Una cosa è certa però: l’attività fisica ed una corretta alimentazione sono in grado di prevenire diverse forme di tumore. Allora di già che ci siamo oltre ad alimentarci correttamente… “muoviamoci correttamente e consapevolmente”. Qui entra in gioco il Metodo KINESI-K®, il libretto di istruzioni al movimento consapevole. Questa è la vera prevenzione!

La salute è il nostro bene più prezioso, sta a noi preservarla.

Sandra Zoppi

Dott.ssa Chinesiologa ed ideatrice del metodo KINESI-K®


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